
Bambina disabile 2
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Ho anche pianto. Mi sono trovato coinvolto in questa storia, senza motivo, senza rendermene conto, innamorato perso con il cuore infranto che si strugge di dolore…
Ma è mai possibile? Già a cinquant’anni uno dovrebbe avere un po’ i piedi per terra e non ritrovarsi in 15 giorni con il cervello liquefatto da una figa…
Un motivo ci deve essere.
Si mi sono arrovellato alquanto su questo interrogativo. Ne ho parlato anche con la strizza. Ha concordato con la soluzione cui sono giunto. Sta cazzo di bambina disabile mi ha fatto godere di poter realizzare un sogno. Eh si, proprio un sogno, la famiglia, i bambini, la felicità. Era li a portata di mano. Si stava realizzando. L’ho vista. Come l’ho vista svanire in un attimo, per l’incredibile e non concepibile paura di vivere della “bambina disabile”.
Ma facciamo un passo alla volta.
Tanta chimica. Indubbiamente quella bambina disabile mi eccita al solo pensiero. Mi sono stupito del fatto che al solo pensiero di averla ancora una volta mi provoca un’erezione a cinquant’anni… la sua figa aveva una sapore dolcissimo. Ne voglio ancora. Una chimica reciproca. Te ne accorgi. Lo senti. L’ho sentito.
L’età. Si vent’anni di differenza non sono pochi. Una figa fresca lascia il segno. e L’ha lasciato. Una bambina, che geme come una gattina te la ricordi. Per tante, troppo notti.
La comunicazione. Certamente tutto è interrelato. La chimica. i corpi. il piacere, la libido. Non piò mancare la mente. Non poteva non esserci

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