Confessione e perdono

Confessione e perdono

Ogni tanto mi ritorna in mente una racconto che mi ha fatto una persona speciale. Una persona che forse è la più straordinaria che abbia mai conosciuto. Certamente ne parlerò ancora.

Era mio nonno. Era mio nonno anche se non era il padre di mia madre, ma faceva lo stesso.

Mi sono dovuto occupare di lui negli ultimi anni di vita in cui non era più pienamente autosufficiente.

Ogni tanto provavo a fermarmi a parlare con lui. Anche solo per fargli un po’ di compagnia. Ma spesso finivamo in silenzi imbarazzanti, essendo entrambi contrari a dar fiato alla bocca solo per far rumore. D’altra parte, vivevamo in due modi completamente diversi. Lui chiuso in casa a leggere libri e guardare Tv per passarsi gli ultimi momenti di vita. Io nel caos totale di lavoro, rapporti sociali e familiari… tutta roba che oramai a lui interessava poco.

Una volta mi ha raccontato che suo padre gli aveva dato un compito da svolgere con l’ausilio dell’asino. Quell’impegno era arrivato inaspettato. Ricorda che doveva andare a trovarsi con altri ragazzetti del paese per qualche marachella… Ma, una volta – non come ora- , non si discutevano gli ordini dei padri, e così, imbrigliato l’asino cercò di svolgere quel compito nel più breve tempo possibile.

Frustò l’asino. Più e più volte. Per fare prima. Per far andare l’asino più veloce. Completò l’incarico in poco tempo e così poté raggiungere gli amici in breve tempo.

Il giorno dopo l’asino era morto.

Questo ricordo del suo racconto. Ricordo anche che lo guardai e piangeva. Vedevo un vecchio piangere per un asino morto almeno 70 prima.

Non ho detto niente. Ho salutato il nonno e sono andato a dormire.

Nella vita le emozioni contano più di qualsiasi altra cosa. Probabilmente le sfide che il percorso verso la felicità consisono nell’effettuare le scelte che comportino emozioni positive.

Nonno, sono sicuro che l’asino ti ha perdonato.


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